In un saggio del 2013, ripubblicato in forma più ampia e attualizzata nel 2020, intitolato Das neue unbehagen an der Erinnerungskultur, Aleida Assmann parla di uno «sconvolgimento» che si starebbe verificando nel dibattito relativo alla memoria culturale [Erinnerungskultur], e riconduce tale sconvolgimento a una serie di fattori. Primo a essere nominato è il ricambio generazionale, con la definitiva scomparsa dei testimoni oculari, mentre il secondo elemento determinante è l’altrettanto stravolgente innovazione tecnologica (Assmann parla di «technologischer Umbruch») legata alla diffusione del digitale. A questi due elementi Assmann associa almeno due altri fattori: da un punto di vista politico la dilagante ricomparsa delle destre radicali, nazionaliste e xenofobe, proprio mentre, sul piano sociologico lo scenario è contraddistinto da nuove commistioni tra ‘presunti nativi’ e immigrati. Di contro, sotto l’aspetto scientifico, considera ancora Assmann, il rapporto con la memoria culturale è in costante mutamento per quanto riguarda i modi e le forme di indagine e confronto, e a supporto delle sua affermazioni cita un paio di esempi di particolare interesse, quali l’ideazione di un «multimedialer Erinnerungsmonitor» [MEMO], pensato proprio per rilevare e accompagnare attraverso un approccio scientifico tali oscillazioni e mutamenti, o la nascita di fondazioni come la EVZ, «Erinnerung Verantwortung Zukunft» [Ricordo Responsabilità Futuro], il cui fine è promuovere con modalità innovative «una memoria culturale vivida». Nonostante le molteplici iniziative a tutela e per la promozione della memoria e del ricordo, già nel 2020 Aleida Assmann parla di una situazione tutt’altro che favorevole per una cultura della memoria e addirittura si chiede se sarà possibile salvarla dalle tante minacce incombenti. A fronte di una tale consapevolezza, la studiosa evidenzia l’urgenza di una revisione delle modalità e dei metodi di approccio a tali problematiche, e invita a un’accurata analisi di «quel che non funziona più, di quel che necessita di una sostituzione, di quel che deve essere assolutamente conservato», oltre che all’individuazione di nuclei tematici essenziali, sui quali concentrare l’attenzione.
Eine Intervention è il sottotitolo del saggio di Aleida Assmann, lo stesso sottotitolo scelto per un’esposizione di Nora Krug che ha avuto luogo presso lo NS Doku Museum di Monaco, dal 1 ottobre 2021 fino al 30 gennaio 2022, dove sono state esposte, riprodotte in grande formato, alcune pagine di On Tyranny, il foto-icono-testo nato dalla collaborazione tra Nora Krug, la scrittrice, disegnatrice e grafica tedesca diventata famosa per Heimat. Ein deutsches Familienalbum (2018), e Timothy Snyder, docente di storia dell’Europa orientale alla Yale University. Si ritiene opportuno evidenziare questa coincidenza proprio per rimarcare l’appartenenza di un foto-icono-testo come On Tyranny a quello stesso contesto culturale delineato dai memories studies, e considerarlo come una virtuale risposta alle preoccupazioni/sollecitazioni espresse da Aleida Assmann.
Timothy Snyder pubblica la versione originaria di On Tyranny nel 2017; si tratta di un pamphlet in cui si ripercorrono alcuni momenti cruciali della storia europea verso la formazione di realtà democratiche (1918, 1945, 1989), nonché le battute di arresto di tali sviluppi, le loro drammatiche involuzioni e le successive derive totalitarie. La storia europea è rievocata alla luce degli eventi politici che si sono verificati negli Stati Uniti nell’ultimo decennio, gli eventi dell’era Trump precedenti all’assalto a Capitol Hill (6 gennaio 1921), dunque, in cui lo storico già ravvisa una situazione di emergenza democratica. A partire da tale preoccupazione per la situazione politica del proprio paese, Snyder sottolinea l’importanza di una società civile vigile per contrastare le minacce autoritarie, una società, per parafrasare il nome della fondazione EVZ sopra menzionata, capace di ricordare e sentire la responsabilità di un passato segnato dal precipitare della democrazia in un regime totalitario e di serbarne memoria per il futuro. Resistere alla pressione delle minoranze, difendere le istituzioni, evitare frasi vuote, verificare i fatti, sono queste alcune delle esortazioni che Snyder rivolge al lettore, precisi suggerimenti comportamentali che lo esortano a farsi domande, ad avviare discussioni politiche e ad agire in difesa della democrazia, un bene, come l’autore del pamphlet non si stanca di ripetere, tutt’altro che inalienabile, anche per un paese come gli Stati uniti, con una lunga e consolidata tradizione democratica.
Nella versione nata dalla collaborazione con Nora Krug, l’artista tedesca illustra l’appello all’azione di Snyder mettendo le sue abilità di disegnatrice e grafica al servizio delle strategie contro il populismo e l’autoritarismo proposte dallo storico. Nasce in questo modo l’edizione illustrata di On Tyranny. Twenty Lessons from the Twentieth Century, pubblicata nel 2021, in Germania dalla casa editrice C.H. Beck e negli Stati Uniti per la Ten Speed Graphic.
Nel libro come successivamente nella mostra, le illustrazioni di Nora Krug, i suoi collage con vecchie foto e immagini di oggetti e reperti da mercatino dell’usato, testimonianza tangibile di un impegno pluridecennale con la storia del proprio paese e l’azione politica contemporanea, dialogano con il testo del volumetto di Snyder, lo drammatizzano e attualizzano, producendo un esempio concreto degli effetti di quella estetizzazione della politica che è uno dei passaggi fondamentali della ricerca di consenso tramite la propaganda, e dunque uno degli atti fondativi di ogni regime totalitario. «La storia non si ripete, ma insegna» (KS, 6) è il forse il troppo ottimistico ma senz’altro incisivo incipit del prologo alle Venti tesi in difesa della democrazia elaborate da Snyder, e l’affermazione viene subito ancorata a uno dei momenti più radiosi della storia americana, il momento in cui traendo insegnamento dalla storia precedente «i Padri fondatori discussero la Costituzione americana» (KS, 6), ossia l’atto di nascita e il grimaldello nei secoli a venire dell’identità di questa nazione. La repubblica democratica che stavano immaginando doveva essere preservata da quel processo di disfacimento che aveva trasformato le antiche democrazie e repubbliche in oligarchie e imperi; proprio per difenderla da tale minaccia questi fecero tesoro degli insegnamenti di coloro che, come già Platone e Aristotele, avevano messo in guardia dalla verbosità dei demagoghi e dalla pericolosità delle disuguaglianze. Fu questa consapevolezza che li indusse a porre la legge come elemento fondativo del nuovo stato e a ideare a sua tutela «un sistema di garanzie con controlli e contrappesi» (KS, 6). Ciò che Snyder si propone è non tanto e non solo di evidenziare l’atto di eccezionalità compiuto dai Padri fondatori, quanto di inserire un tale atto all’interno di una consolidata tradizione culturale: «Prendere in esame la storia quando il nostro ordine politico sembra in pericolo» (KS, 6) è infatti considerato dallo storico «uno dei tratti peculiari della tradizione dell’Occidente» (KS, 6). Una volta rimarcati i legami culturali di una tradizione che dall’antica Grecia si estende alla Carta costituzionale ideata dai Padri fondatori, e dunque esaltata l’ideale continuità di una storia gloriosa di libertà e diritti, Snyder sposta la sua attenzione su altre convergenze e continuità, concentrandosi sulla narrazione tutt’altro che edificante dei tanti momenti bui dell’umanità: anche questa storia ha legami con il passato e con il presente dell’America, anche in questo caso le analogie non mancano.
Già nel prologo si delinea così quel sistema di rispecchiamenti e rimandi tra passato e presente che è sia modus operandi che strategia retorica, una strategia che richiama alla mente del lettore l’asserzione ottimistica dell’incipit, «La storia non si ripete, ma insegna» (KS, 6), e la ricalibra trasformandola ora in un monito, ora in una sorta di formula apotropaica, ora in una esortazione ad agire proprio per evitarne la smentita. Riletta in un’ottica del genere l’affermazione di Snyder perde la sua apoditticità e la congiunzione avversativa che collega la prima e la seconda parte della frase lascia il posto a una serie di frasi ipotetiche:
A. Assmann, Das neue unbehagen an der Erinnerungskultur. Eine Intervention, München, C.H. Beck, 20203, p. 204.
Ibidem.
https://www.stiftung-evz.de/was-wir-foerdern/handlungsfelder-cluster/bilden-fuer-lebendiges-erinnern/memo-studie/ [accessed 10 may 2025].
https://www.stiftung-evz.de/was-wir-foerdern/handlungsfelder-cluster/bilden-fuer-lebendiges-erinnern/memo-studie/ [accessed 10 may 2025].
A. Assmann, Das neue unbehagen an der Erinnerungskultur. Eine Intervention, p. 204.
Intervista con Nora Krug e Timothy Snyder, a cura di Mirjam Zadoff e Karolina Kühn dal NS-Dokumentationszentrum München: https://www.nsdoku.de/ausstellungen/on-tyranny / https://youtu.be/jeRZ3kEssdc [accessed 16 may 2025].
T. Snyder, On Tyranny. Twenty Lessons from the Twentieth Century, New York, Ten Speed Graphic, 2021 (L’era dei tiranni. Cosa ci ha insegnato il XX secolo? Le 20 lezioni di Timothy Snyder illustrate da Nora Krug, trad. it. C. Galli, Milano, Rizzoli, 2023). Le citazioni dal volume di Snyder tradotto in italiano, nella versione illustrata da Krug, saranno indicate d’ora in avanti con la sigla KS seguite dal numero di pagina, direttamente nel corpo del testo, il numero di pagina coincide nelle due versioni.
N. Krug, Heimat. Ein deutsches Familienalbum, München, Penguin Verlag, 2018 (trad. it. a cura di G. Granata, Heimat. L’album di una famiglia tedesca, Torino, Einaudi 2018).
T. Snyder, On Tyranny, New York, Tim Duggan Book, 2017 (trad.it. a cura di C. Galli, Venti Lezioni per salvare la democrazia dalle malattie della politica, Milano, Rizzoli, 2017).
Di «Ästhetisierung der Politik» e fascismo parla W. Benjamin, Das Kunstwerk im Zeitalter seiner technischen Reproduzierbarkeit: Ein Gründungsdokument der modernen Medientheorie, in W. Benjamin, Gesammelte Schriften, I. 2, R. Tiedemann, H. Schweppenhäuser (a cura di), Frankfurt a.M., Suhrkamp Verlag, 1974, p. 469.