Recensioni
Francesco Deotto, Stefano Salvi, Italo Testa (a cura di), Poesia, fotografia e post-fotografia, numero monografico de «L’Ulisse»
di Giancarlo Felice

A dicembre 2025 è uscito il numero 27 de «L’Ulisse. Rivista di poesia, arti e scritture», un insieme di contributi che si configura come una raccolta caleidoscopica di scritti sul rapporto tra la parola poetica e l’universo della fotografia.

Il numero monografico, curato da Francesco Deotto, Stefano Salvi e Italo Testa, si estende fino alle derive della post-fotografia esplorando l’intersezione tra le due entità semantiche, restituendoci una rigorosa mappatura volta a tracciare un legame ormai sempre più stringente, sul quale diventa urgente una riconsiderazione teorica. Dalle parole dei curatori, infatti, si deducono i motivi e le premesse critiche di questa indagine, tesa ad approfondire e al tempo stesso a problematizzare il fenomeno:

Sempre più difficili da separare, i mondi della scrittura e della fotografia faticano ancora a riflettere criticamente sul rapporto che li lega, o, meglio, più si inizia ad approfondirlo e a studiarlo, più non si può non riconoscerne tanto la complessità che l’inaggirabilità: per approfondire le molteplici forme in cui si articola la creatività contemporanea, ma anche per riflettere su temi apparentemente più astratti come quelli dello spazio, del documento, dell’identità, della memoria (p. 3).

In verità, questi due sistemi segnici si guardano e si scrutano da tempo, un rispecchiamento speculare che registra un’intensità crescente specie da quando la fotografia si è imposta come sintomo pervasivo nella nostra quotidianità.

Scrittori e scrittrici, interpreti della parola in versi, hanno dovuto/voluto riconsiderare la fotografia entro le coordinate del loro campo d’indagine estetica, facendosi, in taluni casi, essi stessi sperimentatori del medium visuale. Se a tale postura si affiancano ancora posizioni di diffidenza, non proprio refrattarie, che si interrogano sullo statuto di questo binomio, forme di creatività contemporanea, che hanno generato casi di ibridazione tra testo e fotografia (iconotesto), sono oramai accolte a pieno titolo tra i linguaggi codificati dell’arte poetica e della riflessione fotografica del nostro tempo.

L’esigenza di esplorare il legame tra poesia e fotografia risponde, infatti, tanto alla questione del proliferare incontrollato delle immagini – che rischia di svilire il valore costitutivo della parola e dell’immagine stessa – quanto alla volontà di valorizzare il potenziale espressivo che entrambe sanno riattivare proprio grazie a questo rispecchiamento dialettico.

Ci si chiede come agisca, dunque, il dispositivo fotografico nella costruzione del testo poetico e come influenzi la prassi scrittoria di autori e autrici che scelgono di situarsi sul confine flebile tra testo e icona. Se da un lato l’indagine proposta dai curatori storicizza e problematizza questa intersezione – esaminata nelle forme del fototesto e della fotopoesia – riconoscendole ormai lo statuto di classico contemporaneo, dall’altro non si può eludere una riflessione sulla smaterializzazione digitale. Ci troviamo, del resto, di fronte (e nel caso specifico) all’interno di un ecosistema editoriale nativo del web che dialoga direttamente con la fluidità della rete; una condizione intrinseca che è capace di condizionare e ridefinire radicalmente l’esperienza percettiva ed estetica di questi due sistemi segnici.

Data la complessità magmatica della tematica – intesa come un territorio instabile in costante divenire e sottoposto a continue riconfigurazioni teoriche – l’architettura del numero assume la forma di una fitta mappa cartografica, polarizzata tra due macrosezioni principali; Il dibattito e Gli autori. All’interno di questa griglia si articolano i diversi posizionamenti di studiosi e studiose, ma anche di poeti e poetesse, che si muovono come esploratori di un paesaggio intermediale entro cui si sedimentano simultaneamente il dibattito critico e la sperimentazione artistica. Queste due ‘macroregioni’ si articolano a loro volta in ulteriori sottosezioni i cui argomenti si legano sotto il medesimo afflato analitico. Una tassonomia, funzionale e necessaria, che raccoglie l’evoluzione e le frizioni dei due codici espressivi, preziosa guida anche per il lettore che agevolmente può orientarsi o lasciarsi guidare dalla curiosità esplorativa.

Fig. 1 Guido Mazzoni, frammento da Dieci testi, 2025, ©Guido Mazzoni

Il percorso tracciato all’interno di queste ripartizioni si muove, nella prima sezione, partendo dal territorio nazionale; Il contesto nazionale italiano. Dal secondo Novecento a oggi apre la sezione monografica con una serie di saggi dedicati al binomio scrittura-fotografia che si misurano con le faglie e le tensioni del contesto storico-politico. Analizzando autori come Enzo Sellerio e Danilo Dolci, Pier Paolo Pasolini (studiati rispettivamente da Gina Bellomo e Michele Marchioro), Giulia Niccolai (Andrea Cortellessa, Silvia Mazzucchelli), Mario Giacomelli (Stefano Raimondi), Franco Fortini (Ludovica del Castillo), Tomaso Binga (Marzia D’Amico), e ancora Umberto Fiori (Tommaso Di Dio e Alberto Casadei), Giulio Marzaioli, Gherardo Bortolotti, Mariangela Guatteri e Dino Ignani, (Massimiliano Manganelli, Giulia Cittarelli, Gian Luca Piccoli, Silvia Cammertoni), si costituisce una prima polifonia, tanto complessa quanto suggestiva, capace di tracciare le diverse forme di intersezione semantica: traiettorie che spaziano da reportage fotografico alla poesia verbo-visiva, dall’iconotesto fino alle maglie della cosidetta ‘scrittura di ricerca’.

La seconda sezione, intitolata Altri sguardi, amplia l’orizzonte verso esperienze internazionali, estendendo il focus ai contesti culturali di area anglofona, francofona e germanofona; voci che animano il racconto dialettico tra scrittura e scatto fotografico svelando interessanti stratificazioni teoriche ed ermeneutiche. Anche qui l’elenco è variegato: George-Kreis (Ulisse Dogà), Gustave Roud (Alessio Christen), Philippe Larkin (Michela Davo), Francesca Woodman (Beatrice Seligardi), e ancora Alix Cléo Roubaud, Jacques Roubaud, Denis Roche, Claudia Rankine (Beatrice Tombolato, Marcello Sessa, Luigi Magno, Massimo Palmatorniamo). Qui i confini osmotici tra mondo letterario e fotografico, le tensioni del presente e le tracce mnemoniche del passato, si muovono sul crinale che separa il lirismo fotografico dalla fotografia lirica.

Teorie, prospettive, visioni è il titolo della terza sezione, uno spazio in cui si concentrano i saggi che indagano in modo più esplicito il fronte più strettamente teorico. I contributi si addentrano nell’analisi di alcuni nodi cruciali che convivono dentro il sistema parola-immagine perlustrando, nello specifico, l’importanza della gestualità (Fabrizio Scrivano) e la promessa di felicità custodita nei libri con immagini, come gli illustrati per l’infanzia (Eugenio Gazzola). L’indagine si spinge verso il concetto di iconofagia di Jérémie Koering, accostato alla pratica ecfrastica di Emilio Villa e Bern Porter (Gianluca Rizzo), per poi toccare le tensioni di iconoclastia e redenzione sondate dentro le opere di Ben Lerner, Giorgio Cesarano, Franco Fortini e Jean-Marie Gleize (Massimiliano Cappello). Il percorso teorico si completa con la suggestione di un telescopio poetico legato al concetto di spettro (Alessandro De Francesco) e con la pratica dell’iscrizione muraria, qui ripensata a partire dalle nuove tecnologie della realtà aumentata (Lorenzo Cardilli).

Interventi e dialoghi riprende l’orizzonte teorico finora tracciato, affidando la quarta sezione direttamente agli addetti ai lavori; la voce è quella di quattro poeti che, nella loro duplice veste di critici e saggisti, restituiscono una riflessione condotta in prima persona intorno alle coordinate della propria poetica e al fecondo legame tra parola e fotografia. Si tratta di Umberto Fiori, Marco Giovenale, Jan Baetens e Maria Teresa Carbone, testimoni delle molteplici prospettive teoriche, storiche e artistiche, una pluralità di sguardi, per usare la formula dei curatori, che si presenta come una vera e propria radiografia di quanto avvenuto e come lucida prospettiva rivolta a progetti tuttora in lavorazione.

Fig. 2 Francesco Terzago, frammento da Le corporeità, 2025, ©Francesco Terzago

I fototesti della quinta e ultima sezione, Scrivendo e Fotografando/Fototesti e Fotopoesie accoglie una serie di contributi poetici e artistici; i dialoghi veri e propri tra poesia e fotografia. Gabriel Del Sarto, Riccardo Frolloni, Lorenzo Mari, Guido Mazzoni, Sabrina Ragucci, Francesco Terzago sono gli autori di questo variegato e sfaccettato universo verbovisivo che si articola entro un codice espressivo strutturato tra prosa e versi, un dialogo tra immagini fotografiche tradizionali e scatti modificati con l’AI, muovendosi dentro una pratica testuale tra ecfrasi e dialettica.

Il numero si chiude con la sezione Autori accogliendo Le letture, entro cui sono accolte scritture inedite di Luca Ariano, Mariasole Ariot, Paola Silvia Dolci e Francesca Mazzotta, e I Tradotti che omaggia Stéphane Bouquet (Andrea Inglese) e include i testi di Philip Larkin (tradotto da Davide Castiglione), Roberto Sosa (Roberto Minardi), Pierre Alferi (Alberto Comparini), Jean-Patrice Courtois (Francesco Deotto) e Petru Ilieşu (Davide Astori).

Dedicato alla scomparsa di Alessandro Broggi (1973-2024) – che i curatori ricordano non solo come cofondatore della rivista, ma come presenza e persistenza amica e viva attraverso i suoi versi – la raccolta si conclude proiettando tra i lettori un paesaggio poetico e visuale dal quale emerge una stratigrafia profonda, fatta di tempi, sguardi e risonanze capaci di sopravvivere e di protendersi verso il futuro. Una ricognizione che scongiura le paure su una presunta crisi della poesia, smentendole radicalmente: poesia e fotografia riaffiorano invece nel nostro presente manifestandosi come un’istanza narrativa quanto mai viva, ricca e necessaria.

Note

Altri articoli

Recensioni
Georges Simenon. Otto viaggi di un romanziere, a cura di Gian Luca Farinelli e John Simenon
Recensioni
Linda Bisello, Carla Mazzarelli (a cura di), L’anatomia tra lettere e arti: rappresentazioni e immaginari dal XVI al XXI secolo
di Elena Gargaglia
Recensioni
Bernardo Bertolucci. Il Novecento, a cura di Gabriele Pedullà
di Giulio Iacoli
Recensioni
Francesco Cotticelli, Paologiovanni Maione (a cura di), La divina Maria
di Elena Porciani
Recensioni
Dalila Colucci e Leonarda Trapassi (a cura di), Forme del reale. Iconotesti narrativi nell’Italia contemporanea
di Imma Iaccarino
Recensioni
Roberta Coglitore, Il fototesto autobiografico. Narrazioni ed esperienza del sé in Annie Ernaux e Michele Mari
di Corinne Pontillo